Piccole luci volteggiano e disegnano trame nel buio delle notti d’estate. Colte, di sfuggita, in un pedalar lento per l’amata campagna La memoria di una tradizione, quella contadina, ripercorsa attraverso un elaborato che esprime tutta la magia e il potere di movimento e luce.

Pochi elementi: un fanale di bicicletta ed un utensile da cucina reinventati ad altro uso e uniti, secondo un originale layout, a formare una lampada portatile.

La facile riconoscibilità dei due elementi impiegati, oggetti d’uso quotidiano, favorisce la tracciabilità di un nuovo prodotto che si presenta come una nuova forma gestuale e quotidiana: la possibilità di fare luce in qualsiasi luogo e la possibilità di riutilizzare il prodotto grazie alla ricaricabilità dello stesso. La bontà del prodotto si riassume nella capacità di un oggetto che fa luce senza fili, è dotato una struttura autoportante, si può ricaricare e quindi si impiega nel pieno rispetto delle norme di prevenzione e tutela dell’ambiente e possiede una forma minimalista ma dalle grandi capacità evocative. Il recupero, infatti, di oggetti d’uso quotidiano, costituisce una volontà di valorizzazione di una dimensione sociale e storica che trova sempre più dispersione in forme di design asettiche ed estetizzanti. La volontà di semplificare i piccoli gesti quotidiani si è sposata al valore estetico e di creatività.